Non m’importa se quei cattivoni senza gusto dell’Otaku Club non ti salveranno: Tu rimarrai la ragazza del mio cuore D’: !

Lascio questo mondo a chi ci vuole vivere.
Butto le basi della mia dimensione, chi vuole può seguirmi! :3
Parole senza alcun significato.
E’ un nome che inizia per S e finisce per tefano. Ma potrei sbagliarmi e a nessuno, comunque, importerebbe qualcosa.
There’re “Deneb,” “Altair,” and “Vega”
You point them out the Summer Triangle
Remember, look at the sky
I finally found Orihime-sama
But I wonder where Hikoboshi-sama is
You’ll be lonely
From the pitch black world, I looked up
Stars are falling in the night sky
I wonder how long
I’ve been here, but chasing you
Please, try not to be surprised
Listen to
these feelings of mine
Che la forchetta va sempre a sinistra.
Che i coltelli vanno messi a scolare con la lama rivolta verso il basso.
Che la raccolta differenziata non contempla il sacchetto di plastica.
Che le persone possono essere crudeli, a volte.
Che una persona, in particolare, difficilmente smetterà di darmi il tormento.
Che il sole splende al mattino e scende poco prima di sera anche se per te il mondo non esiste più.
Che il treno ci mette – paradossalmente – meno tempo a compiere la tratta “Firenze-Milano” di “Firenze-Cremona”
Che la routine preconoscitiva l’hai usata e sempre la userai a tuo svantaggio.
Ecco le linee cinetiche e…
Da Repubblica
“LOS ANGELES – Il cantante Michael Jackson è morto, stroncato da un arresto cardiaco. Ricoverato d’urgenza in ospedale a Los Angeles, è deceduto poche ore dopo. Aveva 50 anni. Il malore lo ha colto mentre si trovava nella sua residenza di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. I soccorritori hanno riferito che, al loro arrivo, “non respirava più”. E’ stato necessario un intervento di rianimazione cardio-polmonare. Jackson è stato ricoverato alle 12.20 (le 21.20 in Italia).”
His eyes, on your face
his hand, on your hand
his lips, caress your skin
is more than I can stand.
E dei tuoi muscoli tesi,
delle promesse rivolte.
Il mio seme al pari dell’acqua di fogna.
Ieri ho scalato nuovamente il Torrazzo Cremonese; sì, proprio quello che mesi fa riuscì a farmi sentire vivo, gradino dopo gradino, dall’alto, sopra la città di formiche, con la persona tutta per me.
Mi sono commosso nel ricordare l’ascesa
mano nella mano
in un crescendo di rassicurazioni
“Ti piaccio?”
“Mi piaci”
“Voglio stare con te oggi”
“Come?”
“Sì, mi piaci molto”
E i sorrisi complici degli amanti giovani.
Ma questo è solo il primo passo.