A.G. , A.G. , sai che ti ho visto oggi?
Eri lì, ai piedi del mio letto e mi guardavi un po’ torvo. Sinceramente mi chiedo anche in questo momento cosa potesse aver provocato in te quell’espressione di risentimento. Io chiaramente fingevo di dormire, beato, intensificando il russare per non farmi scoprire. La cosa buffa è che ti sei seduto lì, accanto a me, e sei rimasto a fissarmi per almeno un’ora. Da te non mi sarei mai aspettato un tale trattamento. Probabilmente i cambiamenti che stanno avvenendo in questi giorni devono averti colpito, eh A.G. ? Alla fine anche tu, per sopravvivere, hai bisogno di me. Senza la mia ossessione perderesti significato e, “puff”, spariresti nel nulla.
Siamo sulla stessa barca, e i remi li hai buttati tu qualche mese fa.
E, sì, sono uno stronzo. Finalmente tocca a te patire un po’, tié!
Tralasciando il fatto che Maman s’è tagliata mezzo dito con l’affettatrice del negozio, (!!) “Hey Boys and Girls! It’s FERRAGOSTO”! (pronunciato con fastidioso trasporto e accento anglosassone)
Curiosando sulla mai troppo lodata Wikipedia sono riuscito a sapere il significato di questa arcana festività!