News for the ‘A.G’ Category

Nuova modalità: Simoniaca

Diario di bordo interstellare numero 12XX/alpha .

Oggi ho scoperto di avere una nuova personalità. E’ quella che io chiamo “Simoniaca”. (e il suo ricordare il termine “Demoniaca” non è a caso :0 ) Non si tratta di denaro o Simonia, bensì della tendenza ad assumere forma di Simone durante colloqui di lavoro o comunque questioni che riguardando una possibile assunzione. E’ una specie di meccanismo di difesa: quando vedo che l’attenzione del mio esaminatore scema di fronte all’ennesimo ragazzino un po’ maldestro, il tono di voce si fa magicamente più profondo e cupo, l’espressione diventa sicura e fissa sullo sguardo dell’interlocutore e improvvisamente mi spuntano addosso camicia, cravatta e ciuffetto alla Yagami Light.
Come direbbe Sasuke-kun, “cattààh” .

- recent updates . -
- La possibilità di trasferirsi potrebbe essere meno remota di quanto ci si aspetti.

Posted: November 19th, 2009
Categories: A.G, In the case of Zart Hikari
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Da Repubblica

“LOS ANGELES – Il cantante Michael Jackson è morto, stroncato da un arresto cardiaco. Ricoverato d’urgenza in ospedale a Los Angeles, è deceduto poche ore dopo. Aveva 50 anni. Il malore lo ha colto mentre si trovava nella sua residenza di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. I soccorritori hanno riferito che, al loro arrivo, “non respirava più”. E’ stato necessario un intervento di rianimazione cardio-polmonare. Jackson è stato ricoverato alle 12.20 (le 21.20 in Italia).”

Ahahahah! Trickster face!

“E se mi volto a pancia in su, in questa distesa d’erba, non posso fare a meno di fissare il cielo”
“Maykol, cosa mi stai dicendo?”
“Beh, niente d’importante, solo che, in fondo, io e te non siamo poi così affini come credevamo”
“Eppure la mia idea ti ha sempre convinto. Ti ha anche aiutato, a volte, con la mia presenza.”
mi alzai passando le mani sui pantaloncini, facendomi seguire dal tuo sguardo
“Non voglio più accontentarmi di un’idea”
Ti sorrisi.
Forse l’errore più grande è stato proprio nel tornare sui miei passi con te, A.G.

Posted: May 12th, 2009
Categories: A.G, In the case of Zart Hikari, Paura vera, Seghe Mentali
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E le uniche cose che riescono a non ferirmi

appartengono al mio passato, la mia infanzia. E’ un ritorno a casa.

Posted: April 16th, 2009
Categories: A.G, In the case of Zart Hikari, Seghe Mentali
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A te

non è importante
non è stata certo tutta colpa tua
non sei colpevole
si vedeva lontano un kilometro
mi mancava il coraggio di ammetterlo
se soltanto riuscissi a spiegartelo

son passate le tre e mezza del mattino
lentamente il cielo volge al chiaro
chiudo gli occhi e cerco il buio come un faro
il fantasma del passato è andato via

Riflesso nello specchio

Non c’eri tu, non c’ero più nemmeno io. Ma l’ombra di un me stesso che aveva rinunciato, ormai da tempo, all’orgoglio e al futuro.
Presi una pistola, la puntai lentamente alla tempia e premetti il grilletto.

Ero libero.

Terribile

Terribile. Terribile.

Posted: March 8th, 2009
Categories: A.G, In the case of Zart Hikari
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Yume

Ti ho sognato un’altra volta, ciccè.
Circa due minuti fa ho aperto gli occhi e, rendendomene conto, ho pianto.
A differenza del sogno precedente, dove rifiutavi una mia gentilezza e, anzi, ti lamentavi di quello slancio di attenzioni nei tuoi confronti, evitando che riuscissi a sfiorarti il viso, in questa costruzione onirica eri tu. Eri la persona che ho conosciuto.
Mi abbracciavi, mi rassicuravi, e di fronte al mio stupore mi stringevi a te dicendomi “Te l’avevo detto che ti volevo bene, no?”
Erano appena finiti i tuoi corsi, sebbene non sapessi dare una collocazione cronologico-temporale all’episodio, ed eri venuto con la macchina.
E mi baciavi.
.

Ti chiedevo di picchiarmi, di dimostrarmi che non fosse un sogno, e rispondevi ridendomi in faccia e chiedendomi se fossi realmente impazzito in questi mesi di separazione.
E infatti, credo di esserlo.

Infine, dopo una lunga discussione e una pace estatica, mi hai guardato negli occhi, ho ricambiato lo sguardo, ti si sono fatti lucidi e mi hai detto, proprio come facevi tempo or sono “May’hol, ricordati che ti voglio bene. Sempre.” mi hai stretto e mi sono svegliato.
May’hol ricordati che ti voglio bene
May’hol ricordati che ti voglio
Mayhol ricordati che ti
May’hol ricordarti che
May’hol ricordati
May’hol

.

Posted: March 8th, 2009
Categories: A.G, In the case of Zart Hikari, Maykolnia
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Pieghiamoci al mondo

Fermati

Non ascoltare quella canzone. Smettila.

Posted: February 24th, 2009
Categories: A.G, In the case of Zart Hikari
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La differenza è temporanea.

La differenza è temporanea.

Posted: February 12th, 2009
Categories: A.G
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Foglie morte nascono

e guardarti crescere
come cresce l’edera
come il rovo su pietre e macerie

Posted: February 9th, 2009
Categories: A.G, In the case of Zart Hikari, Paura vera, Seghe Mentali
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Quesito

Ipotesi: “Le persone non cambiano col tempo, al massimo possono solo peggiorare”
Discussione: “Quindi per me non c’è speranza?”

- grazie Desaineer Azzo-san :p

Posted: February 7th, 2009
Categories: A.G, Paura vera, Seghe Mentali
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E romanzata sia!

Here I Am.

Ancora devo concludere lo sfoltimento contatti in moderazione (5000 messaggi di mero spam, con consequenziale smerdamento della casella mail) e già mi metto a scribacchiare fra un refresh della pagina e l’altro.
Che dire? Che fare? Cosa si può dedurre da quello che ho scritto negli ultimi mesi?

Nulla di che. La solita “vita da manga” del sottoscritto, come direbbe senpai-Koda. Ci sono io, c’è stato un breve “noi” al quale non vorrei davvero rinunciare, ci sono stati dei cambiamenti radicali all’interno della mia routine quotidiana e poi, beh, rimangono le intemperanze di un ragazzo che vorrebbe davvero sapere dove arriverà.
Non è il futuro a spaventarmi, anzi. Il futuro, la possibilità di cambiamento, arriva ai miei occhi come

“una nave tutta d’oro che potrebbe portarmi via lontano”

anche se in realtà, al timone di quella stessa imbarcazione, posso esserci io ed io solo.
Devo trovare un equilibrio, ma non posso separarmi dallo zaru 16enne bisognoso d’attenzioni che sopravvive ancora in me.
Come far convivere un lato emotivo tanto marcato ad uno indipendente, “adulto”? L’uno? L’altro?
A.G. ,hai mai provato questa sensazione?

u_u Scelte

Dovrei tornare agli interventi ermetici o riprendere la rilettura in chiave letteraria della mia vita, dilungandomi in ridicoli e romantici post insensati?

Posted: February 7th, 2009
Categories: A.G, Blog, In the case of Zart Hikari, Paura vera, Seghe Mentali
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It’s more than I can stand

You’re free to leave me but. Just don’t deceive me! …And please believe me, when I SAID “I LOVE YOU!”

 

..

I was honest.

Posted: February 6th, 2009
Categories: A.G, In the case of Zart Hikari, Nuova categoria degli eventi strani e irripetibili
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Mettiamo ordine

Tralasciando l’aura coincidenziale che sembra permeare le mie esperienze sociosentimentali, se davvero andrà fino in fondo non sarò responsabile delle mie azioni.

Perché questo è un colpo basso. E lui lo sa.

Posted: February 6th, 2009
Categories: A.G, In the case of Zart Hikari, Paura vera, Seghe Mentali
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Jet Boy

Non comprendo bene l’amore, nè i sogni
ma se uniamo le nostre mani, possiamo volare lontano.
Jet boy, accelera!
Non lasciarmi andare per nessun motivo!

Posted: February 6th, 2009
Categories: A.G, Anime
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E scorrendo

tutto ci separa.

Posted: February 4th, 2009
Categories: A.G
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“Ricordo, e tu?”

Il mattino appena sveglio.
La sera prima di addormentarmi.
I film di Miyazaki.
Final Fantasy.
La pittura sui muri della mia stanza.
Mezzogiorno.
Le dieci di sera.
Il vino.
Il cibo elaborato.
I LinkinPark
Eternal Sonata.
Il disco fisso nero.
La favola di Kumataro.
L’odore di cuoio della sua cintura.
Kill Bill.
“Tonari no Totoro” di “Joe Hisaishi” .
Il disordine.
L’ordine.
La luce che filtra dalla finestra al mattino.
I coltelli posti ad asciugare con la lama di sotto.
Il cellulare Nokia.
“Kaze no Torimichi” di “Joe Hisaishi”.
“Why Can’t I Be You?” dei “The Cure”.
Il wallpaper.
Firenze.
I treni supertecnologici con le prese elettriche in basso vicino al sedile.
Prato.
Il frenulo che fu.
Le banane.
L’anziana del bed&breakfast.
La prima notte passata al bed&breakfast.
L’opening movie di Persona 3.
La grafica vettoriale.
Il corso di fumetto.
Risvegliarmi al freddo.
Addormentarmi senza un singolo baciotto.
Il cellulare che squilla.
Il caffé e il suo odore mentre esce dalla moka.
Il ristorante cinese.
Il ricordo della panchina di pietra davanti alla stazione dei treni.
Il cimitero delle guerriere sailor e, lì, il primo bacio.
Takehiko Inoue.
Vagabond.
Il Nintendo DS.
Le decapottabili.
Le giacche.
Le cravatte.
La forchetta a sinistra.
La mancia alla cameriera della pizzeria.
Il torrazzo.
“Mi piaci”.
“Ti voglio bene”.
L’emozione. Il viso fra le mani. Le promesse e le sdolcinerie. Il Kiwi-porcello che piangeva.
Tutto mi ricorda che c’è stato qualcosa di puro e promettente. Eppure, ora,

- INTERMISSION -

Fine.