Ecco le linee cinetiche e…
Categories: Nuova categoria degli eventi strani e irripetibili
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Ecco le linee cinetiche e…
dietro quella maschera di vetro?
Sei stato sfigurato dalla stessa impronta
che lasciasti sul mio cuore?
Immaginate di iniziare a giocare un nuovo RPG appena arrivato dalla terra del Sol Levante. Title screen, introduzione con illustrazioni bidimensionali in alta risoluzione, esplorazione, combattimenti, negozi, ancora combattimenti, boss finale, titoli di coda. E tutto in un trentina secondi. Non ci credete? Pensate che si stia banalizzando un concept di gioco che sopravvive, ormai, da decenni? Beh, meglio che non proseguiate nella lettura di questo articolo, perché Half-minute Hero, esattamente come si evince dal titolo stesso del gioco, mette in campo proprio questo: una demenziale raccolta di avventure in fast forward!
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Prossimamente in uscita, Harvest Moon: My Little Shop è il debutto su piattaforma digital delivery WiiWare della saga Natsume dedicata alla simulazione di vita bucolica. A differenza dei capitoli passati, sempre più vicini ad un’esperienza di gioco avventurosa più che ad una simulazione, HM: My little Shop promette una formula di gioco snellita da orpelli esplorativi e una ricca presenza di minigiochi, sfruttando lo sposalizio videoludico di wiimote+nunchuk per rendere l’azione su schermo più coinvolgente ed immersiva.
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Solamente cinque anni fa l’idea di potersi avventurare nel mondo di un nuovo titolo sviluppato niente meno che dall’unione di menti provenienti da brand altisonanti come “Chrono Cross”, “Grandia” e “Xenogears” poteva fare sobbalzare il cuore in gola a gran parte dei giocatori in tutto il mondo. Ebbene, Imageepoch, sotto la bluastra bandiera SEGA, ci propone questa opportunità, mettendo a frutto in un sol colpo alcune delle menti creative più fervide nel panorama videoludico nipponico. Mettiamo fine a questo mondo!
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Da Repubblica
“LOS ANGELES – Il cantante Michael Jackson è morto, stroncato da un arresto cardiaco. Ricoverato d’urgenza in ospedale a Los Angeles, è deceduto poche ore dopo. Aveva 50 anni. Il malore lo ha colto mentre si trovava nella sua residenza di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. I soccorritori hanno riferito che, al loro arrivo, “non respirava più”. E’ stato necessario un intervento di rianimazione cardio-polmonare. Jackson è stato ricoverato alle 12.20 (le 21.20 in Italia).”
Durante l’E3 di quest’anno sono state presentate ben due varianti al modello di gioco classico. Sulla falsariga di ciò che Nintendo ha introdotto e reso accessibile a tutti con il suo WII, Sony e Microsoft si sono lanciate nello sviluppo di sistemi alternativi per rivoluzionare l’esperienza di gioco dei propri prodotti, utilizzando la periferica più sottovalutata della scorsa generazione: la fotocamera. Ovviamente quello che può offrire nel 2009 una tecnologia simile non ha niente a che vedere con le divertenti – ma fini a se stesse – demo tecniche di EyeToy per PS2, benché il concept alla base, francamente, rimanga più o meno lo stesso: attraverso l’utilizzo di una fotocamera applicata in prossimità del teleschermo, il giocatore deve interagire con l’azione di gioco attraverso movimenti fisici che possono essere riconosciuti parzialmente o totalmente. Se l’applicazione di questo modello di controllo non si fosse fermata ai semplici minigiochi contenuti nelle molteplici versioni di Eyetoy, probabilmente ora ci troveremmo a saltellare per giocare a Super Mario Galaxy o a fingere di impugnare un’arma da fuoco per Bioshock ed FPS affini. Tuttavia, all’epoca, il mercato non fu riconosciuto favorevole ad un sistema di controllo che implicasse tutto quel dispendio di energie. Poi vi fu Nintendo e il suo WII, Wiimote e nunchuk. Anni dopo, ecco tornare Sony e Microsoft con due nuovi sistemi di controllo che fanno largo uso del riconoscimento dinamico e spaziale delle fotocamere, e sempre in quest’epoca di rivoluzioni – o presunte tali – ecco tornare il brand di Eye Toy con una nuova trovata commerciale: se dovessimo indicare uno dei titoli più venduti degli ultimi anni potremmo forse dimenticarci di Nintendogs, titolo punta per il casual-mercato su Nintendo DS? Sfruttando questa propensione del mercato per i tamer game appiattiti nelle meccaniche di gioco, Sony propone al grande pubblico EyePet, una sorta di simulatore di piccolo cucciolo di scimmia che sfrutta pienamente le possibilità delle nuove tecnologie legate al riconoscimento dei movimenti da parte di Eyetoy, nonchè la rinnovata potenza di calcolo del CELL, per dare vita su schermo ad una delle creature più credibili mai viste in un videogioco.
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L’ultimo E3 è stato un evento ghiotto di novità. Fra periferiche miracolose ed ennesimi installment di brand arcinoti, poco era lo spazio dedicato ad opere di impatto mediatico inferiore ma non per questo meno meritevoli di attenzioni. E’ il caso di Glory of Heracles, primo capitolo di una serie nata in Giappone nell’ormai lontano 1987 (su NES) a giungere in occidente sotto distribuzione Nintendo. Quasi a voler sottolineare il predominio ruolistico sulla piccola console a due schermi.
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Che aspetti a mangiargli il cranio?
Non ti è bastato fare a pezzi il mio animo e deliziarti delle sue carni?

Kingdom Hearts – accompagnato da Final Fantasy e Dragon Quest – è uno dei tre brand più importanti, commercialmente parlando, per Square enix . Forte di un approccio stilistico, narrativo e ludico volto a coinvolgere il più ampio bacino commerciale, SE ha furbescamente creato attorno al giovane IP una struttura episodica intricata. Esattamente come il pretenzioso progetto Final Fantasy VII Collection, Kingdom Hearts ha avuto la (s)fortuna di essere coinvolto nel suo sviluppo in un progetto multipiattaforma contemplante non solo console da gioco casalinghe e portatili ma anche cellulari: la nuova frontiera del gaming nipponico. Se consideriamo i progetti attualmente in sviluppo e le versioni director’s cut degli episodi ufficiali, il brand può contare su ben otto titoli attualmente sul mercato e un prequel della saga ancora inedito in prossima uscita per Sony PSP. Il caso del titolo che andremo ad analizzare a breve è proprio quello del prequel narrativo, escamotage commerciale molto in voga nel campo videoludico moderno, capace non solo di attirare la fanbase internazionale ma anche di appassionare persone che, in passato, non hanno avuto modo di avvicinarsi alla serie originale che, ricordiamo, è uscita esclusivamente per PlayStation 2.

“Koudelka” è il titolo RPG d’esordio di Sacnoth, team di sviluppo capeggiato dal compositore Hiroki Kikuta (Secret of Mana), – e composto da numerosi ex membri dello staff Square dei tempi d’oro – conosciuto dai più per il titolo portato qualche anno più tardi su PS2: Shadow Hearts. Benché molti non ricordino le gesta della procace protagonista – o meglio, non le conoscono affatto – , Koudelka ha il merito di aver introdotto all’utenza RPG gamer Psone un’avventura matura e dalle tinte orrorifiche, assoluta novità nella videoludoteca della grigia console a 32bit, se non consideriamo il cinematografico Parasite Eve di Square. Tacciato di flop dalla critica occidentale per alcune scelte di gamedesign disdicevoli, il titolo s’è ritagliato un posto d’onore nella collezione degli RPG Gamers più accaniti grazie alla sua rarità, gettando inoltre le basi narrative del più noto Shadow Hearts che da lì a poco avrebbe fatto capolino sul più performante monolito nero Sony.
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E questo è il suo Dono.
Versione italiana in mio possesso

Versione Jap sub ENG

Versione RENEWAL che mi sto letteralmente divorando in jap sub ENG

MAMMAMMAMMMMMAMAMAMAMAMAMAMAMA*splot*

Gli Avalanche Studios sono un gruppo di sviluppatori indipendenti di Stoccolma, portati alla ribalta dall’interessante Just Cause, uscito qualche anno fa sulle console di nuova generazione. Nei panni di Rico Rodriguez, un agente della CIA, il giocatore doveva sventare i piani malefici di un dittatore di origini latine nell’isola misteriosa di San Esperito. Benché l’aspetto narrativo fungesse da mero pretesto per giustificare le azioni del novello James Bond ispanico, il titolo riuscì a distinguersi per una formula di gioco aperta, le notevoli dimensioni della superficie esplorabile e il connubio ben riuscito fra free roaming e action game. A distanza di tre anni, Avalanche Studios torna sotto la bandiera di Eidos per riproporci le avventure dell’agente Rodriguez, in uno scenario tirato a lucido per l’occasione. Solo per la causa.
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Alexander scrive (12:35):
*”La malinconia di Zaru Suzumiya”, edito da Einaudi (collana gli Struzzi) è un romanzo di formazione che non lascia nulla al caso. Il lettore si lascerà trascinare, senza esservi costretto, nella mente del giovane Zaru, un ragazzo italiano di origini giapponesi, che alle soglie della maggiore età parte da Milano in direzione Tokyo con un biglietto di sola andata. Zaru è alla ricerca di ricordi
*… Etc. etc.
*Un bacio e buona giornata
Vorrei far notare che nel giro di un anno ho realizzato gran parte delle cose che mi ero ripromesso avrei fatto una volta venuto ad abitare a Cremona. E’ un successo velocizzato a tal punto che è quasi impossibile riuscire a gioirne. E allora perché dedicarsici?
Echochrono è il seguito spirituale, o se vogliamo il fratellino, del più noto Echochrome, uscito per PSP e PS3. Se in quest’ultimo al giocatore era richiesto di stravolgere la dimensione concreta in funzione della prospettiva e del relativismo, Echochrono, così come il titolo fa presumere, gioca con il tempo e su come questo possa essere impiegato in un mondo dove l’eco delle azioni passate può tornare in aiuto nel presente.
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Scrivere articoli su articoli parlando solo di studio e pseudo-occupazioni da neweconomy ha contribuito a rendermi un po’ apatico verso il mondo esterno. Se non ci fosse stato Osho-san, qualche giorno fa, credo avrei dimenticato molto velocemente le ultime perverse elucubrazioni del mio nervo occipitale. Una volta messe nero su bianco sul foglio digitale della chat è difficile scordarsene. Qui inizia un’età diversa, una maggiore consapevolezza, e che io sia pronto o meno urge un cambiamento. L’anno scorso, in questo stesso periodo, sognavo disteso su uno specchio di incertezze e malinconia.
Benchè i picchiaduro si adattino perfettamente alla filosofia di gioco mordi e fuggi tipica delle console portatili, sono pochi gli esempi di beat em up realmente validi per handheld. Proprio Namco, anni fa, propose un certo Tekken Dark Resurrection, versione riveduta e corretta di Tekken 5 uscito su PS2, capace di rivoluzionare il mondo dei picchiaduro sulla piccola e lucida console portatile Sony. Tecnicamente impressionante, la conversione del quinto capitolo dell’Iron Fist Tournament per PSP fu un vero e proprio successo, riuscendo a portare il gameplay tecnico e intramontabile della nota saga su un lido totalmente inesplorato dalla serie. A distanza di diversi anni, ecco tornare la casata di Pac Man in grande stile, con l’ennesimo brand in fase di transizione da console casalinga a modello portatile. Stiamo parlando della celeberrima saga beat em up cappa e spada nata su Dreamcast e vissuta in un’era di plausi di pubblico e critica su Psone: la saga di Soul Calibur.
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